Domande e risposte sul COVID-19
11 Marzo 2020
Domande e risposte sul COVID-19
Tutte le FAQ sul decreto "CUraItalia".

ART. 19 – CASSA INTEGRAZIONE E FIS “CORONAVIRUS”

1 Alla lettera di informativa sindacale devo allegare la lista dei dipendenti con il numero di ore individuale? No, non è necessario. Eventualmente sono le organizzazioni sindacali a richiedere maggiori dettagli
2 Posso presentare domanda per tutte le 9 settimane e poi richiamare i lavoratori in servizio in caso di necessità? Si, è possibile
3 Nella comunicazione di sospensione dal lavoro da inviare al dipendente, è necessario specificare che lo stesso potrebbe essere richiamato al lavoro anticipatamente? Tale indicazione non è vietata, ma l’azienda può valutare autonomamente in base alla propria organizzazione.
4 Nella comunicazione di riduzione della prestazione lavorativa, posso indicare la sola percentuale di riduzione su base settimanale senza specificare in quali giorni della settimana tale riduzione opera? Si, è possibile.
5 Nel mese di febbraio 2020 abbiamo riconosciuto dei permessi aziendali retribuiti per far fronte al ridimensionamento dell’attività. Avendo ad oggi già chiuso il flusso payroll è possibile convertire questi permessi in sospensione per cassa integrazione?
E per i periodi di marzo 2020 precedenti alla formale comunicazione di sospensione effettuata nei confronti del dipendente?
Per le assenze che si sono già consolidate ad altro titolo non è possibile procedere alla conversione a titolo di integrazione salariale.
6 La decorrenza relativa alle misure di cassa integrazione per un periodo massimo di 9 settimane riguarda l’intera azienda o il singolo lavoratore?
Ad esempio ponendo in cassa un lavoratore dal 16/03/2020, le 9 settimane decorrono dal 16/03/2020 per tutta l’azienda o soltanto per quei lavoratori?
La decorrenza è da legarsi all’inizio del trattamento integrale del singolo lavoratore.
7 Per i lavoratori con contratto a intermittenza in servizio il 23 febbraio 2020 e con “chiamate” programmate che si sovrappongono alla sospensione per cassa integrazione è possibile richiedere l’integrazione salariale ordinaria o si deve procedere con quella in deroga? Possono ritenersi integrabili le retribuzioni del personale intermittente che alla data del 23/2/2020 erano già in forza e per cui era stata attivata la chiamata nei periodi successivi, ma bisogna fornire prova di adeguata attivazione delle chiamate prima del 23/2/2020.
Nelle altre ipotesi non è possibili preporli in cassa ma potranno fare istanza per l’accesso al fondo di ultima istanza di cui all’art. 44 del D.L. 18/2020
8 Su quale base (mensile, settimanale, giornaliera) deve essere calcolato il massimale INPS Il parametro di applicazione del massimale è quello orario. Una volta identificato il valore orario massimale è questo il valore con cui sono conteggiate le integrazioni salariali dovute per le ore da integrare
9 Posso richiedere la cassa integrazione / FIS anche se non sono regolare con il DURC Si, è possibile accedere ai trattamenti di integrazione salariale
10 Il pagamento diretto è sempre possibile in caso di ricorso in CIGO / FIS senza distinzione dei limiti dimensionali del datore di lavoro? Si, il pagamento diretto può essere sempre opzionato dal datore di lavoro
11 Esiste un termine oltre il quale non è più possibile sospendere i lavoratori e richiedere le integrazioni salariali per CIGO / FIS? Si, le sospensioni devono riferirsi al periodo 23/02/2020 – 31/08/2020 per la durata massima di 9 settimane.
12 E’ previsto il pagamento del contributo addizionale di cui all’art. 5 e 29 del D. Lgs 148/2015? No, questo contributo non è dovuto per la causale “COVID-19”
13 I periodi di cassa richiesti con causale “COVID-19” si computano ai fini del raggiungimento delle durate massime di utilizzo degli ammortizzatori? No, sono considerati neutro a tale fine
14 Posso chiedere la cassa per un lavoratore che non ha maturato un’anzianità minima di 90 giorni? Si, è possibile purché sia in forza alla data del 23/02/2020
15 In cosa consiste la dispensa ad osservare l’art. 14 del D. Lgs 148/2015 se poi è comunque necessario procedere all’informativa, consultazione ed esame congiunto con le OO.SS? La dispensa si tramuta nella non necessità di dare comunicazione, all’atto della presentazione della domanda, dell’avvenuta esecuzione delle procedure previste dall’art. 14 del D. Lgs 148/2015
16 E’ necessario che l’azienda documenti la causale di intervento, le caratteristiche di temporaneità, ripresa dell’attività e non imputabilità dell’evento? No, nell’istruttoria della domanda questi requisiti non saranno valutati in via eccezionale per la causale COVID-19
17 Se l’azienda dovesse richiedere il pagamento diretto, deve dimostrare di essere in difficoltà finanziaria? No, nella domanda non si deve allegare il prospetto di verificare della situazione di liquidità aziendale. Il pagamento diretto sarà sempre concesso
18 Tenuto conto che il D.L. 18/2020 non ha abrogato il precedente D.L. 9/2020, è possibile per la stessa azienda utilizzare gli ammortizzatori previsti da entrambe le normative in sommatoria? Si, l’azienda potrà richiedere l’integrazione ai sensi del D.L. 9/2020 e una volta esaurito questo strumento potrà richiedere anche le integrazioni previste dal D.L. 18/2020.
Si precisa che gli strumenti si possono anche sovrapporre temporalmente a patto che non riguardino gli stessi lavoratori.
19 La durata massima prevista dal D.L. 9/20202 concede l’integrazione nelle zone rosse per “3 mesi”. A quante settimane corrispondono? Si ritiene che i 3 mesi sono da tradurre in 13 settimane
20 Se un’azienda ha già in corso (o ha fatto domanda) per CIGO o FIS ordinari con le tipiche causale può accedere ai nuovi ammortizzatori? Si, l’azienda deve presentare domanda con la causale COVID-19 per i periodi necessari. E’ poi l’istituto che provvede annullare i periodi di CIGO/FIS ordinari per i periodi che si sovrappongono
21 Posso richiedere l’integrazione salariale per i lavoratori a tempo determinato? Si, è possibile purché sia in forza alla data del 23/02/2020
22 Se l’azienda si trova alla data del 23 febbraio 2020 in cassa straordinaria (ad es. in solidarietà) è possibile richiedere la CIGO speciale. Ma come ci si deve comportare se l’inquadramento dell’azienda non contempla le tutele ordinarie di CIGO/FIS? In questo caso è possibile per l’azienda richiedere il trattamento di cassa integrazione in deroga di cui all’art. 22 del D.L. 18/2020
23 Ai fini dell’accesso agli ammortizzatori sociali del D.L. 18/2020 è necessario che i dipendenti abbiano preventivamente smaltito eventuali ferie e permessi? No, lo smaltimento degli istituti contrattuali non è un requisito di accesso alle integrazioni salariali compresa la cassa integrazione in deroga
24 Che tipo di tutele esistono per i contratti a termine attivati dopo il 23/02/2020? La tutela è stabilita dall’articolo 44 del D.L. attraverso il “Fondo per il reddito di ultima istanza”.
GESTIONE DELLA CASSA / FIS E MALATTIA COMUNE
1 Dopo aver sospeso a zero ore un lavoratore, se il dipendente presenta un certificato di malattia come deve essere trattata l’assenza? Si eroga soltanto il trattamento di integrazione salariale.
2 Dopo aver ridotto in maniera orizzontale l’orario di lavoro, se il dipendente presenta un certificato di malattia come deve essere trattata l’assenza? Il trattamento di malattia prevale sul trattamento di integrazione salariale
3 Se un lavoratore si trovava in malattia prima dell’inizio della cassa integrazione a zero ore, come deve essere trattata l’assenza? Occorre distinguere due casi:
  1. Se l’intero reparto / ufficio è posto in cassa a zero ore, anche il lavoratore in malattia percepisce il trattamento di integrazione salariale
  2. Nell’altro caso prevale il trattamento di malattia
4 Se un lavoratore si trovava in malattia prima dell’inizio della cassa integrazione con riduzione orizzontale, come deve essere trattata l’assenza? Il trattamento di malattia prevale sul trattamento di integrazione salariale
5 Se un lavoratore si trovava in malattia prima dell’inizio della cassa integrazione con riduzione verticale, come deve essere trattata l’assenza? Il trattamento di malattia prevale sul trattamento di integrazione salariale
GESTIONE DELLA CASSA / FIS E PERMESSI LUTTO
1 Dopo aver sospeso un lavoratore in cassa, è possibile riconoscere il permesso per lutto al posto della cassa stessa? La richiesta di permesso per lutto non prevale sulla cassa integrazione programmata dall’azienda.
Al fine di tutelare comunque il diritto del dipendente di assentarsi per il titolo “permesso lutto” è necessario spostare la fruizione negli altri giorni disponibili, se disponibili, non coincidenti con la cassa integrazione.

 

ART. 22 – CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA

1 E’ applicabile ai collaboratori? No.
2 Nel caso di azienda con unità produttive dislocate in più regioni, il decreto di concessione della Cassa in deroga deve essere concesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali o sempre dalle Regioni? E la domanda va fatta alle singole Regioni o direttamente al Ministero? Il decreto di concessione è emesso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e la domanda è inviata allo stesso Ministero

 

ART. 23 – CONGEDO PARENTALE 50%

1 Fino a quale data è possibile fruire del congedo parentale indennizzato al 50%? Fino al 03/04/2020 o successive proroghe del D.P.C.M. 04/03/2020
2 E’ possibile fruire del congedo parentale dell’art. 23 al termine di altro periodo di congedo parentale già richiesto? Si, è inoltre previsto che i periodi già richiesti a titolo di congedo parentale al 30% a partire dal 5 marzo 2020 possono essere convertiti in congedo parentale al 50%
3 Il congedo è concesso a condizione che l’altro genitore non sia beneficiario di strumenti di sostegno al reddito nei casi di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa. Lo smart working viene assimilato a strumento a sostegno del reddito?
In caso affermativo dobbiamo farci autocertificare che l’altro lavoratore non sia in smart working?
Lo smart working è una modalità di lavoro e non è una misura a sostegno del reddito.
4 Il congedo è concesso a condizione che l’altro genitore non sia beneficiario di strumenti di sostegno al reddito nei casi di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa.
Nel caso in cui entrambi i genitori siano fruitori di strumenti di sostegno al reddito è possibile richiedere il congedo?
No, il genitore che lo richiede non deve essere beneficiario di uno strumento di sostegno al reddito
5 Come deve essere documentata la condizione dell’altro genitore (non fruizione di strumento di sostegno al reddito / non lavoratore / disoccupato)? E’ possibile autocertificare lo stato dell’altro genitore. L’inps potrà eventualmente prevedere apposita modulistica
6 Qualora via sia una richiesta del dipendente di fruire del congedo speciale in giornate nelle quali erano già previste /programmate giornate di cigs o ferie, prevale il congedo parentale? Si, riteniamo che si debba dare precedenza al congedo parentale
7 E’ possibile convertire un periodo di cigs / ferie già fruito nel congedo parentale speciale? No, non è consentita la variazione del titolo dell’assenza.
8 Anche per la fruizione del congedo speciale sono validi i termini di 5 giorni di preavviso (2 su base oraria)? Si, non è stata introdotta una disciplina derogatoria. Verificare in ogni caso eventuali diverse disposizioni del CCNL.
9 Il calcolo dei 15 gg spettanti avviene sulla base di giornate lavorative o di calendario? Si devono computare anche le giornate di riposo? Si conteggiano in giorni di calendario compresi i giorni di riposo
10 Il congedo speciale è fruibili anche dal personale dirigente? Si
11 Se la chiusura dei servizi educativi dovesse prorogarsi oltre il limite del 3/04/2020 previsto dal DPCM 04/03/2020, la norma risulterebbe automaticamente prorogata? Si, riteniamo che il congedo possa essere fruito anche successivamente
12 Ai fini dell’erogazione dell’indennità al 50% per il congedo speciale, devono essere verificati i requisiti reddituali nei casi ordinariamente previsti? No, il congedo previsto dal Decreto Cura Italia non è sottoposto alla verifica dei requisiti reddituali
13 Se il dipendente ha già fruito completamente del congedo parentale ordinario, può comunque richiedere gli ulteriori 15 giorni di congedo speciale? Si, la richiesta può essere avanzata anche in questo caso
14 Come deve essere richiesto il congedo parentale speciale? La domanda deve essere presentata secondo le ordinarie modalità, ma l’istituto provvederà ad implementare la relativa modulistica alla casistica in esame.
15 Nelle more degli adeguamenti informatici necessari per la gestione del congedo, il dipendente può assentarsi pur non avendo ancora presentato la domanda all’INPS? Si, il datore di lavoro deve consentire la fruizione del congedo anche se la domanda non è stata ancora presentata. Nel momento in cui l’INPS comunicherà la possibilità di presentare la domanda il lavoratore potrà indicare anche periodi già fruiti
16 Come deve essere presentata la domanda di congedo nel caso dei figlio tra 12 e 16 anni? La domanda va presentata soltanto al datore di lavoro e non all’INPS.
17 Se il dipendente si trova già in congedo di maternità / paternità oppure in malattia, è possibile fruire del congedo speciale No, in questo caso prevalgono i titoli di assenza indicati

 

ART. 24 – PERMESSI L. 104/92

1 Le giornate aggiuntive di permesso sono complessivamente 12 per il periodo marzo aprile 2020, oppure sono 12 giorni aggiuntivi per ciascun mese? Le 12 giornate di permesso aggiuntivo sono da intendersi complessive per i mesi di marzo ed aprile 2020.
2 Le ulteriori giornate di permessi sono utilizzabili soltanto dal personale sanitario? No, la disposizione si applica a tutti i lavoratori dipendenti. Per il personale sanitario possono essere concessi solo se compatibili con le esigenze organizzative dell’azienda.
3 Se il dipendente fruisce dei permessi L. 104 nella modalità oraria, come deve comportarsi in relazione alla gestione delle ulteriori giornate previste dalla nuova normativa? Tenuto conto che i permessi del D.L. si aggiungono a quelli ordinari di 3 giorni, riteniamo che possano essere fruiti secondo le stesse modalità dei permessi “ordinari”
4 Se un lavoratore è stato posto in cassa integrazione può richiedere di fruire dei permessi aggiuntivi L. 104/92? Nel caso di sospensione a zero ore continua ad erogarsi l’integrazione salariale e non si ha diritto ai permessi L. 104/92.
Nel caso di riduzione di orario spettano i permessi L. 104/92 in misura riproporzionata (v. altra faq in questa sezione)
5 I 12 giorni aggiuntivi devono essere ripartiti proporzionalmente tra marzo ed aprile 2020? No, i 12 giorni possono essere liberamente fruiti nello stesso mese o distribuiti liberamente in entrambi i mesi.
6 Il datore di lavoro può chiedere ai lavoratori di fruire dei permessi aggiuntivi in gruppi minimi di 3 giorni alla volta evitando un periodo continuativo di tutti permessi? Si consiglia di utilizzare le prassi aziendali in uso. Tenuto conto della fase di emergenza occorre limitare eventuali dinieghi solo in caso di concreta e reale motivazione organizzativa.
7 Se un dipendente assiste 2 persone disabili ex L. 104/92, ha diritto a 24 giorni di permessi aggiuntivi? No, si ha diritto in ogni caso a 12 giorni complessivi
8 I 12 giorni aggiuntivi di permesso devono essere riproporzionati in caso di sospensione per CIGS / part time? Si, il riproporzionamento è previsto dal messaggio Inps 3114/2018 e dal 26411/2009.
9 Se l’azienda ha già programmato le ferie ed il dipendente richiede la fruizione dei permessi aggiuntivi, quale assenza prevale?
E per le ferie già fruite? E’ possibile convertirle in permessi L. 104 aggiuntivi?
I permessi prevalgono sulle ferie future programmate.
Per le ferie già godute è facoltà del datore di lavoro accettare istanze retroattive con l’unico limite che non sia già stato consolidato il LUL
10 I permessi aggiuntivi sono fruibili anche dal personale dirigente? Si
11 Nel caso in cui il dipendente abbia 2 figli (il primo oltre i 12 anni ed il secondo sotto i 12 anni) è possibile fruire sia del congedo retribuito al 50% sia del congedo non retribuito? Si, il dipendente potrà fruire prima del congedo retribuito e, a seguire, del congedo non retribuito
12 I permessi aggiuntivi sono concessi solo nel caso di assistenza a familiari con disabilità grave? Oltre alla casistica individuata, i permessi aggiuntivi possono essere fruiti anche al lavoratore disabile

 

ART. 26 – TUTELA DEL PERIODO DI SORVEGLIANZA ATTIVA DEI LAVORATORI DEL SETTORE PRIVATO

1 In caso di azienda i cui lavoratori non hanno diritto all’indennità di malattia c/inps, è obbligatorio che il lavoratore richieda l’intervento della ASL e poi del medico curante? L’art. 26 del D.L. introduce una procedura speciale per i “lavoratori del settore privato”. Se viene seguita tale procedura, gli oneri sono posti a carico dello Stato, in deroga alle norme vigenti. Pertanto suggeriamo di seguirla.
2 Il periodo di “quarantena” è considerato malattia anche per le aziende i cui lavoratori non hanno diritto all’indennità di malattia c/inps? Si, confermiamo
3 Nel caso in cui l’azienda eroga l’indennità di malattia totalmente a proprio carico, deve continuare a corrisponderla anche durante i periodi di quarantena? No, l’azienda anticipa soltanto il trattamento di malattia generalmente previsto dall’INPS in caso di indennizzabilità della malattia (50% e 66,67%), salvo poi recuperarlo con le modalità che saranno introdotte
4 Nel caso in cui l’azienda anticipa l’indennità di malattia c/inps, nelle ipotesi di quarantena deve continuare a pagare anche le integrazioni previste dal CCNL? No, l’unico trattamento da anticipare è quello da erogare per conto INPS
5 I certificati medici di malattia, trasmessi prima dell’entrata in vigore del D.L. 18/2020 sono validi anche in assenza di provvedimento dell’autorità Sanitaria Si, sono considerati validi
6 Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID19, il certificato è redatto dal medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’Autorità Sanitaria? Si, confermato.
7 Laddove a fronte della ricezione del dispositivo ASL non arrivi il relativo certificato medico, si può intendere il periodo comunque a titolo di malattia? Se NO, come gestirlo? Il provvedimento della ASL non è trasmesso all’inps, ma consegnato al solo lavoratore il quale deve trasmetterlo a sua volta al medico curante.
8 Fino al 30 aprile, ai lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, legge104/1992, n.104, nonché ai lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dai competenti organi medico legali, attestante una condizione di rischio derivante da immunodepressione o da esiti da patologie oncologiche o dallo svolgimento di relative terapie salvavita, il periodo di assenza dal servizio prescritto dalle competenti autorità sanitarie, è equiparato al ricovero ospedaliero?
E’ necessaria ai fini dell’equiparazione al ricovero ospedaliero una certificazione del medico curante che attesti la condizione di rischio e la connessa necessità di assentarsi dal servizio?
Per i lavoratori in possesso del riconoscimento di disabilità con connotazione di gravità ai sensi dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n.104 non è necessaria alcuna certificazione.
Per gli altri il certificato deve essere quello rilasciato ai sensi dell’art. 3, comma 1 L. 104 con ulteriore specifica afferente patologie e terapie come indicate (non quindi quella del medico curante)
9 L’equiparazione al ricovero ospedaliero dell’art. 26, comma 2, è da intendersi quale trattamento pari ai 2/5 per coloro che sono coperti da indennità INPS?
E se la malattia è a carico dell’azienda?
Si. Se la malattia è a carico dell’azienda, sia la relazione tecnica che il comma 5 dell’art. 26 prevedono che gli oneri dei datori saranno posti a carico dello Stato; per le modalità operative si attendono indicazioni. L’indennizzo è comunque commisurato alle normali percentuali riconosciute dall’Istituto per i lavoratori indennizzati.

 

ART. 27 – INDENNITA’ COLLABORATORI COORDINATI E CONTINUATIVI

1 I Collaboratori operanti in un call center possono richiedere l’indennità? Si, a patto che non siano titolari di pensione o iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria

 

ART. 42 – DISPOSIZIONI INAIL

1 Nei casi di accertamento dell’infezione da coronavirus in occasione di lavoro siamo di fronte all’ipotesi di infortunio. Il riconoscimento è esteso anche ai casi di infezione contratta durante il trasporto casa / lavoro e viceversa? Si, confermato dalla nota INAIL 17/03/2020

 

 ART. 63 – PREMIO AI LAVORATORI DIPENDENTI

1 Il premio deve essere erogato per il personale in trasferta o ai trasfertisti? Si, poiché si tratta di una modalità di svolgimento della prestazione lavorativa
2 Il premio deve essere riconosciuto ai dipendenti che svolgono l’attività lavorativa in smart working o telelavoro? No, perché la ratio della norma è premiare l’effettiva presenza in sede
3 In caso di fruizione di ferie o permessi o altre ipotesi di assenza per l’intera giornata rientrano nei giorni di presenza ai fini dell’erogazione del premio?
Le assenze in quota parte di giornata, possono essere considerate come presenza piena?
No, le giornate di assenza per l’intera giornata non rientrano nei giorni per i quali può essere riconosciuto il premio.
Le assenze orarie nella giornata danno invece diritto al premio poiché di premia lo spostamento in sede del lavoratore
4 Il premio è riconosciuto nelle giornate di permesso sindacale? No
5 Per riconoscere il premio a coloro che non erano in forza nell’anno 2019, o per parte di esso, bisogna acquisire un’autocertificazione da parte del dipendente in cui dichiari di aver percepito un reddito inferiore a 40.000 euro? Si, è possibile far autocertificare il requisito al dipendente

 

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